Commemorazione 2

COMMEMORAZIONE

(per il “Cammino” Pia Parlato)

 

c05e31a85a6e74a2c8fac12366a8e12f.gifSolo un cuore caldo – riscaldato da Cristo – può trasformare un monello in santo. Questa in sintesi la formula presentata da Fra Giovanni Salonia nel commemorare la figura di Fra Giuseppe Maria da Palermo, a conclusione del triduo che annualmente celebra la figura del giovane frate cappuccino Servo di Dio. La fraternità cappuccina di Sortino ricorda sempre con grande devozione la figura di questo novizio – al secolo Vincenzo Diliberto – morto nel convento di Sortino il primo gennaio del 1886 a soli 22 anni.  La giovane vita fu segnata dal fatto di essere “monello”: probabilemente un modo per farsi notare e sfuggire al dolore per la morte della madre, avvenuta nella sua infanzia. Monello che però si fa santo perchè passa da un cuore freddo per il dolore, a un cuore caldo per l’amore di Cristo. Un amore di cui il novizio Vincenzo fa esperienza prima in seminario a Palermo e poi al noviziato dei frati cappuccini di Sortino, dove escogita i modi più fantasiosi – per esempio un sistema di specchi – per adorare il Santissimo Sacramento. Quando si spegne la popolazione di Sortino va in processione nella cella di questo fraticello e ne accompagna in gran numero la salma. Da allora la dovozione a questo umile fratino non è mai cessata. Il triduo ha sempre dei grandi e preparati predicatori, come da secoli nello stile dei frati. Anche quest’anno il guardiano Fra Fiorenzo Muzzicato si è i75594858c646de96eee10598f9095cf7.gifmpegnato perchè i devoti sortinesi potessero godere di omelie che aprissero gli occhi e il cuore sulla vita del Servo di Dio: le meditazioni sono state tenute dal postulante Giuseppe Pecorella, da don Marco Pandolfo, giovane diacono sortinese, da fra Vittorio Midolo, postnovizio sortinese legatissimo al Servo di Dio, e domenica dal padre provinciale Fra Francesco Vinci.  Il rev. Giovanni Salonia, già provinciale, esperto psicoterapeuta gestalstista e maestro di vita, ha appunto sottolineato che “la giovane vita di Vincenzo è stata dal dolore e dal freddo che questo dolore genera nel cuore dell’uomo. Non è un caso che questa commemorazione cada nel giorno dell’Ascensione, in cui si passa da una dimensione terrena ad una celeste, dalla materia all’essenza. solo Cristo può far elevare il cuore dell’uomo fin alle massime vette che riscaldano e confortano qualsiasi pena, e la conoscenza di questo Amore porta Fra Giuseppe Maria a trasformare la sua esistenza da monello a santo”.

 

 

Commemorazione 2ultima modifica: 2008-09-08T14:30:00+02:00da frgiuseppe
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